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Città invisibili, il progetto di Pinchi al Macro Asilo

Si è da poco concluso il lavoro di Andrea Pinchi all’ Atelier #2 del Macro Asilo, per il progetto Le città invisibili, curato da Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci e ispirato al celebre romanzo di Italo Calvino. Nell’ambiente dell’atelier ha abitato un’imponente tela di 5,5 metri, rappresentante un vero e proprio duello per l’artista: la risultanza alchemica di una pittura acrilica che si sovrappone senza affastellarsi, in cui trova spazio una personale rappresentazione della calviniana Eutropia. La pittura di Pinchi è infatti rigorosa, costruita secondo un preciso codice interiore, che racconta il vissuto dell’artista: ”Un trittico di tele che si estende per 5,5 metri di larghezza, vestite di acrilico e su cui si stagliano, accolte ora nel puro grigio di Payne, ora nelle sue infinitesime declinazioni, le precise forme delle città non più calviniane ma figlie della mano dell’artista, del suo stesso vissuto: le forme geometriche, le architetture sensibili delle città di Pinchi, sono generate dalla scomposizione di elementi che compongono un organo a canne. [...] L’artista elabora dunque un nuovo e personalissimo λόγος (logos), che prescinde dalla ricerca e conseguente resa formale delle opere, ma anzi la doma e docilmente ammaestra alle esigenze concettuali: le piccole geometrie che animano le città invisibili di Pinchi divengono parte del tutto, di un gioco di scomposizione-ricomposizione tra particelle simile ad un puzzle, in perenne bilico tra figurazione ed astrazione, che però mai si discosta dalla sostanziale grammatica attratta caratteristica del suo lavoro” scrive la curatrice nel testo critico dell’esposizione.

Il progetto viene presentato domenica 10 novembre alle 16 alla sala cinema del Macro: la giornalista Lauretta Colonnelli intervista l’artista, interviene la curatrice Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci e Karen Di Porto leggerà alcuni estratti dell’opera di Calvino. A moderare l’incontro Marta Francocci.

 

 

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