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Quirinale contemporaneo

Il Quirinale casa del contemporaneo, dal 2 giugno il presidente Sergio Mattarella ha aperto il Palazzo anche alla creatività contemporanea, fiore all’occhiello della genialità italiana. Oggi si è svolta la preview della collezione raccolta sotto la curatela di Cristina Mazzantini. Trentasei opere dei più importanti artisti dal dopoguerra a oggi e trentadue oggetti, concepiti da designer italiani e prodotti da aziende italiane, trovano collocazione nei corridoi, nei saloni e nei giardini del Palazzo che ospita la Presidenza della Repubblica. Il progetto Quirinale contemporaneo continua così a suggestionare i visitatori, con sempre nuovi pezzi. Le opere sono entrate negli spazi di rappresentanza della presidenza della Repubblica attraverso un’accurata e garbata rivisitazione dell’architettura degli interni e dei giardini. Visitando le sontuose stanze del Quirinale, accanto ai mobili, quadri, arazzi e alle preziose suppellettili provenienti dalle regge italiane di età sabauda o risalenti all’epoca dei Papi, ci si potrà quindi imbattere in un’opera di de Chirico, Frangi, Fontana, Pomodoro o di Guttuso e Manzù o in un oggetto di un noto designer come Ponti, Fornasetti, Aulenti Mendini

Dopo il 1946 le strutture architettoniche del complesso del Quirinale e gli arredi interni erano rimasti sostanzialmente inalterati. Fino a oggi erano prevalsi infatti criteri conservativi e di valorizzazione (negli ultimi anni, ad esempio, l’istituzione di un laboratorio per il restauro degli arazzi e il recupero dell’originario color travertino delle antiche superfici in stucco nel Cortile d’Onore e nella facciata principale del Palazzo), tesi alla tutela del notevole patrimonio artistico e culturale che si è concentrato al Quirinale.

La curatrice del progetto è Cristina Mazzantini, responsabile dei Beni culturali del Quirinale: «La collocazione delle opere – diceva il 2 giugno in occasione dell’inaugurazione del rpogetto – è stata scelta in maniera puntuale, stanza per stanza, opera per opera. Noi siamo partiti dall’artista e con le Fondazioni abbiamo selezionato le opere più adatte a stare qui. Poi, in base all’opera che ci hanno dato, abbiamo valutato quale potesse essere il luogo più adatto ad ospitarla. Gli ambienti non risultano stravolti ma integrati strettamente con qualcosa di nuovo. Abbiamo ”aggiornato” la Casa degli italiani».

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