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Ad Artfarm presentata anche l’installazione Kroll

Durante la 18esima edizione di Artfarm, che si è conclusa ieri, l’artista Federico Ferrarini in collaborazione con l’architetto Nico Sandri e il compositore Paolo Piaser ha presentato Krollun’opera ambientale di dimensioni variabili, pensata in questa occasione per essere inserita in uno degli essicatoi del tabacco della struttura seicentesca di Ca’ Ottolina in provincia di Verona che ha ospitato la residenza per artisti, ed invaderlo completamente creando una sorta di mondo parallelo dove il rapporto tra spazio, opera e suono genera un’esperienza immersiva e totalizzante. Kroll è un’opera installativa dalla forte connotazione plastica spaziale che si presenta come un ”contenitore di possibilità”, come un qualcosa di aperto, mutevole, in divenire. La scelta di un titolo intraducibile, ruvido, senza un significato specifico – e proprio per questo in grado di stimolare una fruizione del lavoro assolutamente personale – implica da solo la spinta ad estraniarsi da qualunque contesto e l’allontanamento da ogni punto di riferimento.

L’installazione si presenta come tentativo di superare il concetto di limite verso cui tende tutta la nostra esperienza del mondo e che alimenta le tradizionali riflessioni sulla visione e sui meccanismi della rappresentazione. Lo spunto viene dal fatto che recentemente l’osservazione simultanea condotta da otto radiotelescopi sparsi in tutti i continenti ha consentito di ricostruire la ”fotografia” di un buco nero, di un corpo celeste dalla forza attrattiva pericolosa ma assolutamente necessaria a mantenere l’equilibrio di un’intera galassia. Con la tecnologia è stato possibile quindi rendere immagine una presenza invisibile, a cui però abbiamo dato una forma, il buco, e attribuito addirittura un colore, il nero, segno che il desiderio di indentificazione con la realtà è un qualcosa di indispensabile alla comprensione dei fenomeni, come a renderli più presenti a noi stessi. 

 

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