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Hypermaremma, inaugura il secondo capitolo con Mauro Staccioli

Qualcosa si sta muovendo in Maremma. Una nuvola di polvere che si alza dalle campagne vicino Ansedonia. È un manipolo di artisti, curatori e allestitori, impegnati a far parlare un territorio della sua storia, usando come linguaggio, e come vettore, l’incisività dell’arte contemporanea. Il progetto Hypermaremma nasce da un’idea di Giorgio Galotti e Carlo Pratis e da aprile sta attivando il sud della Maremma con una serie di eventi in cui l’arte diventa il teatro dell’incontro tra la storia, di cui questa terra è intrisa, e la contemporaneità. 

Un’incursione mirata su luoghi d’eccezione dello scenario maremmano attraverso mostre, installazioni, interventi sonori e performance che avranno l’unico scopo di attivare e fecondare il territorio mediante una reale ”iperattività”. Il secondo capitolo del progetto dal titolo La Città Sommersa prende vita all’interno dell’eccezionale cornice dell’Antica Città di Cosa, sito archeologico situato sul promontorio di Ansedonia, che conserva le rovine di un antico insediamento romano.

Fondata nel 273 a.C. come colonia romana, Cosa si affaccia sul golfo dell’Argentario: in questo angolo privilegiato, tra le spoglie di quelle che furono un tempo le antiche mura della città, il foro, la basilica e il capitolium, vengono disseminate le opere di 14 giovani artisti di nazionalità e culture differenti invitati a dialogare con il luogo. Gli interventi sono di Renata De Bonis, Michela De Mattei, Emiliano Maggi, Daniele Milvio, Rachel Monosov, Matteo Nasini, Pietro Pasolini, Alessandro Piangiamore, Benedetto Pietromarchi, Gianni Politi, Namsal Siedlecki, Piotr Skiba e Giovanni VetereUna serie di interventi scultorei e installativi di grande impatto, a stretto confronto con la storia e l’ambiente circostanti, che ridisegnano con linguaggi diversi il parco archeologico, tracciando un percorso che coinvolga il visitatore portandolo a ripensare il luogo attraverso nuove visioni.

Il fine è quello di far riemergere la città tramite una rilettura onirica dei suoi spazi, della sua storia e del suo paesaggio e poterla così immaginare vivere una seconda vita. 

Come capostipite di questo nuovo movimento, dedito a tirare fuori dai sassi l’anima di questo territorio, è stato scelto Mauro Staccioli, scomparso nel 2018, ma che con le sue sculture ha segnato profondamente la seconda metà del Novecento. Ma perché proprio lui? L’artista ha sempre concepito il suo lavoro mettendo al centro il luogo a cui le opere erano destinate. L’intento delle sue sculture è sempre stato quello di modificare il contesto nel quale venivano inserite, attraverso un’ opera di riconfigurazione dello spazio e dell’intero paesaggio circostante tramite le sue geometrie ancestrali e i suoi volumi visionari. I Prismoidi come scrive Staccioli, ”appaiono come dadi lanciati sul tavolo in maniera casuale a definire una pluralità di orientamenti e di punti di vista in uno sconcertante assetto precario”. Il cortocircuito fra presente e passato, innescato dagli artisti, genererà quindi le forme di un’inaspettata Città, con nuove presenze, suoni e elementi in grado di ripopolare quello che nell’antichità è stato il crocevia principale della bassa Maremma.

Hypermaremma Capitolo II – La Città Sommersa
Museo Archeologico Nazionale e Antica Città di Cosa, Ansedonia
Opening 22 Giugno ore 18
23 Giugno – 7 Settembre 2019
Via delle Ginestre 35, Ansedonia (GR)

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