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Le opere di Maggi in dialogo con Gucci

Alla Nomas Foundation fino al 20 settembre è possibile addentrarsi nel mondo parallelo di Emiliano Maggi, l’artista protagonista della mostra The Club, a cura di Raffaella Frascarelli. Maggi ha già abituato il suo pubblico alla sua dialettica che attraversa dimensioni oniriche, fiabesche e fantasiose, grazie alla sua maestria nel trattare materiali diversi, come il tessuto e la ceramica. In questa mostra si concentra sulla questione di genere, rivelando una personale strategia linguistica nella quale il corpo agisce come dispositivo per esplorare le potenzialità socioculturali della fluidità di genere. Eludendo i confini egemonici imposti dalla visione binaria, il corpo si trasforma in un territorio per sperimentare non una, ma infinite tecnologie del sé che si manifestano nella mutevolezza di vestizioni e mascheramenti.

L’immaginario dell’artista crea esperienze di embodiment fatte di tessuti che coprono, scoprono, trasformano, liberano, abiti che diventano pelle. Costumi, mascheramenti, musica, danza, scultura per accedere a forme di conoscenza che superano le barriere corporee e introducono alla scoperta della dimensione simbolica del mondo e dei meccanismi inconsapevoli che influenzano la nostra costruzione della società fino a legittimare diseguaglianze e rapporti di forza. In questo processo di svelamento si compie una metamorfosi priva di autorità che sovverte lo spazio dell’habitus per rimpiazzarlo con l’eros di un gioco sociale privo di regole e determinato a non marcare alcun territorio: immaginario e corpo annullano gli effetti della società-simulacro, restituiscono umano al reale, si appellano alla partecipazione dell’inconscio personale e collettivo, dilatano l’arte nello spazio sociale. 

L’artista ha individuato nella creatività di Alessandro Michele per Gucci il vocabolario estetico di The Club. I tessuti e gli abiti di Gucci, materia vivente già nell’attimo in cui sono immaginati dai creativi, vitalità che cresce esponenzialmente ogni volta che la creazione originaria si avvicina alla metamorfosi che la porterà a essere un abito Gucci: nel momento alchemico/arcaico della tessitura, nella fase geometrica/algebrica del taglio, nel tempo corporeo/filosofico del cucito, nell’istante magico in cui diventa una seconda pelle in grado di manifestare l’orizzonte interiore di chi lo indossa.

Fino al 20 settembre
Nomas Foundation
Viale Somalia 33, Roma
Info: https://nomasfoundation.com/

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