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La mostra di Marco Angelini alla galleria Apteka Sztuki

Inaugura giovedì 25 aprile alle 18, alla galleria Apteka Sztuki di Varsavia, la personale di Marco Angelini dal titolo Fluid Memories. Il progetto espositivo, realizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, vede la curatela di Katarzyna Haber e Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci, e presenta un corpus di opere realizzate dall’artista tra il 2017 e il 2019, di cui sono parte diverse tele a tecnica mista, alcune sculture, un video e un’installazione.

Il concept del progetto ruota attorno al carattere ”liquido” della società, e quindi a una certa fluidità intrinseca dell’esistenza, necessaria ed imprescindibile ad una placida quotidianità: la memoria conduce sapientemente dapprima l’artista, e successivamente lo spettatore, ad una serena accettazione del proprio vissuto, costantemente e talvolta fugacemente mutevole.

Così la curatrice Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci scrive nel contributo critico del catalogo a corredo dell’esposizione: ”Il fluire e confluire di oggetti, forme, colori e spazi è peculiare, preciso ma mai preconcettuale, permettendo al campo visivo dello spettatore un’immersione incondizionata, come in un gioco di scomposizione-ricomposizione tra particelle simile ad un puzzle, che si alimenta in modo inarrestabile. Tutto è concatenato e dunque consequenziale, come una fonte di benessere che si auto-rigenera: l’arte di Angelini prescinde la negatività e l’affanno, scevra da ogni malessere ci accompagna verso una placida accettazione del nostro vissuto, utilizzando la memoria come veicolo inesauribile a cui attingere per generare nuovi frammenti, nuove vie, nuove ri-soluzioni”. 

L’ARTISTA
Nato a Roma nel 1971, vive e lavora tra Roma e Varsavia. Studia il fenomeno metropolitano e il porsi di fronte a processi di trasformazione costante. L’interpretazione sociologica costituisce il suo retroterra culturale e formativo di riferimento. Le città sono lo scenario in cui le pulsioni inconsce sopravvivono interagendo con le nuove possibilità offerte dalla tecnologia, per questo esse diventano il nucleo e l’habitat ideale di tutti i paradossi e le contraddizioni umane. Angelini fa della superficie pittorica il luogo d’incontro di forme e materie, segni e significati. Una ricerca espressiva dominata, infatti, dalla materia e dai materiali più disparati, per lo più di riciclo: ferro, alluminio, carta, cellophane, polistirolo, chiodi, viti, nastri di registrazione, pellicole fotografiche, e altro ancora. La stessa materia, nella sua arte, lungi dall’essere elemento carico di gravità diviene anzi cifra autentica e trasfigurata di leggerezza, trasparenza e sollevazione.

Le sue opere di Marco Angelini sono state acquisite da collezionisti a Roma, Milano, Londra, Varsavia, New York, Melbourne, Washington ed una di esse fa parte della prestigiosa collezione privata della Fondazione Roma (Palazzo Sciarra). Ha realizzato, dal 2006 ad oggi, varie mostre personali in Europa (Roma, Milano, Varsavia, Cracovia, Londra, Bratislava) e partecipato a collettive presso spazi pubblici e gallerie private a New York, Washington DC, Tel Aviv, Varsavia, Zamość, Stettino, Monaco di Baviera, Essen, Londra, Bruxelles, Roma.

Tra le sue mostre segnaliamo la partecipazione nel 2011 alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Italia nel mondo) grazie al supporto dell’Istituto Italiano di cultura di Varsavia, la mostra personale a Roma nel 2015 presso il Museo Carlo Bilotti, la partecipazione a Stettino nel 2016 al festival di arte contemporanea 11. MFSW inSPIRACJE / Oksydan, mostra dell’installazione Solchi Urbani al Museion di Bolzano nel 2017 (Passage di Museion) e la personale al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza di Roma nel marzo del 2018.

 

 

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