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Roger Waters, Emilio Isgrò e la copertina ”plagiata”

”Quello che si è verificato è un plagio palese delle mie opere, in particolare delle opere esaminate dal Tribunale di Milano. Detto questo, e al di là di questo, Roger Waters è un artista che ammiro, e che mi piace molto. E magari, un giorno, avremo anche occasione di incontrarci”.

Lo afferma, in una nota, l’artista concettuale Emilio Isgrò che commenta la decisione del tribunale di Milano di fermare, con decreto urgente, la commercializzazione nei negozi e online dell’ultimo disco dell’ex Pink Floyd Roger Waters, uscito lo scorso 2 giugno, Is This the Life We Really Want?  ipotizzando il plagio nella copertina, nell’involucro, nel libretto illustrativo del vinile, nel cd e nel formato digitale dell’album. La sezione del Tribunale di Milano ha definito il provvedimento ”proporzionato”, date le riconosciute somiglianze con le opere di Isgrò: le sue ”cancellature” risalgono agli anni Sessanta, quando l’artista le realizzò per la prima volta su libri ed enciclopedie, e per le quali è famoso in tutto il mondo.

Questo non poteva che scatenare un dibattito sui social e sulle pagine delle riviste specializzate tra i fan del cantante, gli appassionati d’arte e chi ha sempre voglia di dire la sua. Giorni di polemiche per sviscerare i termini di plagio e ispirazione, di inventore e ammiratore. Tra i fiumi di parole e tante curiosità, una in particolare sta facendo il giro dei media. Pare che in realtà, qualcuno ”ha scoperto” la tecnica della cancellatura prima di Isgrò. Quel qualcuno è Man Ray, vero nome Emmanuel Radnitzky, uno dei nomi di punta dell’esperienza artistica del Dadaismo. Autore, tra le altre cose, di un’opera intitolata Poema ottico. Uno testo che evidentemente ha tutte le caratteristiche della cancellatura.

Il Fatto Quotidiano ha recuperato un articolo scritto da Sebastiano Grasso per il Corriere della Sera nel 2008 su una mostra di Isgrò alla Fondazione Pecci di Prato. Nell’articolo viene messo in evidenza proprio il debito stilistico che Isgrò avrebbe nei confronti di Man Ray: ”Che il pittore e fotografo americano, trapiantato a Parigi, fosse anche un veggente in grado di anticipare quello che quarant’anni dopo avrebbe fatto Emilio Isgrò..lo si è scoperto dopo”. E ancora ” Man Ray si era ispirato (solo ispirato) al Canto notturno del pesce (1905) del poeta tedesco Morgenstern e lo aveva detto tranquillamente. Isgrò invece si è ben guardato dallo svelare la sua fonte”.

La Sony intanto, che si occupa della distribuzione in Italia dell’album per conto della Columbia Records, ha a disposizione un’udienza, fissata il prossimo 27 giugno, per opporsi al provvedimento del tribunale e ottenere la possibilità di reintrodurre in commercio il disco così come è stato ideato. Se però il provvedimento dovesse essere confermato, il blocco delle vendite potrebbe essere esteso al resto del mondo per via della Convenzione di Berna sul diritto d’autore. Il nuovo disco di Waters può essere comunque messo in commercio, ma solo dopo la sostituzione delle grafiche con cui è stato pensato e con cui ora si trova in vendita in molti altri paesi. Nonostante il decreto del tribunale di Milano, “Is this the life we really want?” continua ad essere disponibile sul mercato italiano: attualmente è ancora possibile acquistarlo sui negozi digitali come iTunes, su Amazon e anche ascoltarlo in streaming.

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