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Sotto La stanza blu di Picasso, un altro dipinto. Un’ipotesi confermata solo nel 2014

Casi di dipinti che sotto uno spesso strato di colori a olio nascondono disegni preparatori con soggetti appartenenti ad altri dipinti ce ne sono a bizzeffe. Forse non tutti sanno che Pablo Picasso, nel 1901, durante il suo periodo blu, era in condizioni di estrema povertà. Partendo da questo presupposto si spiega bene la ragione per cui nel quadro La stanza blu, considerato uno dei primi capolavori dell’artista, si sia scoperto qualche anno fa il ritratto di una figura misteriosa. Di frequente, infatti, i pittori che non potevano permettersi di comprare nuove tele, riutilizzavano tele già dipinte parzialmente o completamente e, grazie a energiche pennellate, riuscivano a far scomparire figure precedentemente disegnate. L’uomo nascosto sul fondo della tela è stato possibile individuarlo solo grazie alle moderne tecnologie a infrarossi. Gli esperti sospettavano ci fosse un’opera sotto La Stanza Blu dal lontano 1954, quando un curatore aveva giustamente fatto notare in una lettera che c’erano delle strane pennellate che non combaciavano con la donna che fa il bagno, soggetto nella tela, ma solo nel 2014 l’ipotesi è stata confermata. Si tratta di una figura maschile con un papillon, tre anelli e la mano sul mento. Per questa scoperta è stato necessario il lavoro di un team di esperti della Phillips Collection, National Gallery of Art, Cornell University, e Delaware’s Winterthur Museum. A spingere Picasso a utilizzare la stessa tela, non solo la povertà, ma anche improvvisi attacchi di follia creativa che lo costringevano a mettersi a lavoro senza dargli neanche il tempo di uscire e acquistare una nuova tela.

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