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Alla White Noise il secondo capitolo della Trilogia del Silenzio, firmato Lee Madwick

Dopo il grande successo dovuto alla partecipazione al progetto Dismaland di Banksy nel settembre 2015, al fianco di nomi del calibro di Damien Hirst, l’artista britannico Lee Madgwick inaugura, l’8 aprile alle 18.30 alla White Noise Gallery di Roma, la sua prima personale italiana. ”Stand-by”, curata da Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti, è il secondo capitolo della Trilogia del Silenzio, in programma alla galleria. Tre artisti, tre mostre, tre linguaggi differenti in cui si racconta l’umanità attraverso la sua assenza, individui descritti solo grazie alle tracce reali o ideali che hanno scelto di lasciare: ombre, architetture, interni, diventano l’espressione più cruda, reale e poetica di loro stessi.

Il percorso espositivo di questo secondo appuntamento, delineato da 9 opere pittoriche di grande formato, accompagna lo spettatore in luoghi senza tempo, irreali. Architetture immense, spazi abbandonati, edifici desolati e finestre in primo piano che ricordano i quadri del pittore americano Edward Hopper ma senza vita. Il tempo è bloccato in un costante momento presente, silente e immobile, come un respiro trattenuto, una frase in loop o un videotape lungo una stagione. Opere immerse in una forza gravitazionale che è solo interiore, in cui suono, tempo e spazio vengono destrutturati per essere ricordati o smentiti. Grazie a questa sospensione Madgwick ci rieduca all’attesa, alla percezione del tempo, ad osservare le conseguenze in un eterno stand-by. Ovunque ci sia materia esiste il suono, il silenzio è quindi un mero tentativo di ricerca. Ancora più significative in epoca di Brexit e di tensioni identitarie, i quadri di Madgwick si configurano come opere senza patria, erranti, residui di un’umanità che non c’è più, visioni post-apocalittiche che lasciano il fiato sospeso. Fino al 31 maggio. Info: whitenoisegallery.it

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