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Lapo Elkann per l’ultimo post su Instagram sceglie come sfondo un’opera di Aldo Runfola

L’avevamo lasciato negli Stati Uniti qualche mese fa, quando era comparso di fronte al tribunale di Manhattan per aver messo in scena un sequestro con l’intento di aggirare la famiglia e riuscire così a farsi passare 10mila dollari per i suoi festini a base di sesso e droga. Il buon vecchio Lapo Elkann è riapparso, questa volta su Instagram per dire addio ai suoi follower. E nella foto postata, dietro a un Lapo sorridente, si intravede un’opera, appena leggibile ma immediatamente riconoscibile per la sua essenzialità. Si tratta del lavoro concettuale di Aldo Runfola, artista italiano, insieme a Fabio Mauri, ha attraversato gli anni d’oro delle avanguardie italiane. Un artista rimasto più discreto e silenzioso nel panorama internazionale ma che nel corso della sua carriera ha realizzato opere particolarmente incisive. Come quella che appare nella foto dell’imprenditore, uno dei lavori più emblematici della poetica di Runfola, Mi piace non mi piace. L’opera concettuale mette a nudo la relatività dell’arte contemporanea, in cui la soggettività è sempre più diventata unico strumento di giudizio. Tutto è instabile, tutto è incerto: «Oggi – spiega Runfola – è sempre più complesso riconoscere un’identità unica e integra. Assistiamo alla presenza di tante identità atomizzate, molecolari, che si incontrano e poi si allontanano, nomadi». E anche per quest’opera si potrebbero applicare le stesse considerazioni. Chissà se Lapo è cosciente di tutto questo mentre scrive nella breve didascalia: “Vorrei ringraziare tutti i follower del mio account. Tutti assieme mi avete spronato a migliorare. Oggi, però, comincia una nuova fase per me personale e professionale». Chissà, magari è arrivato per Lapo il momento di investire quei 10mila euro in arte. Questa volta, preferibilmente, senza inscenare un sequestro.

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