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Dimissioni a Brera per un forse falso Caravaggio

Il 7 novembre Brera esporrà un lavoro attribuito con molte critiche a Caravaggio. Un asterisco alla fine del nome ricorda a visitatori e studiosi l’incertezza della firma. Il dipinto, una Giuditta e Oloferne, è stata ritrovata qualche tempo fa in una soffitta a Tulosa e da lì non ha mai smesso di dividere la critica sull’originalità o meno del lavoro. È in questa incertezza che Giovanni Agosti, membro del comitato scientifico di Brera si dimette. Secondo Agosti infatti il direttore di Brera, James Bradburne, prima di consultare il comitato aveva già preso accordi con il collezionista che ha ritrovato l’ipotetico Caravaggio. Metterlo in mostra, sempre secondo Agosti, regalerebbe al lavoro un’autorevolezza che non possiede. Bradburne dal canto suo insiste sulla trasparenza dell’operazione: dal 16 al 23 settembre, infatti, il direttore di Brera, sottopone al Comitato scientifico e al Cda l’idea di ospitare il quadro e non ci sono state nette opposizioni.

Agosti pretende che anche nel catalogo della mostra venga sottolineato come il lavoro non per tutti è di Caravaggio e Bradburne, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, prova a districarsi con le parole: «Si tratta di un confronto con finalità scientifiche e conoscitive attraverso cui si intende porre all’attenzione dei visitatori e studiosi alcuni problemi di attribuzione». Di più: «Il museo non si assume alcuna responsabilità in merito alle attribuzioni suggerite dai proprietari»

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