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La macchia sull’Urlo di Munch non è cacca di piccione

È un breve testo pubblicato da poco che fa luce su una credenza diffusa e ora scientificamente smentita. Il saggio è stato pubblicato da un gruppo di ricercatori dell’università di Antwerp a Oslo che per mesi hanno analizzato uno dei dipinti più famosi della storia dell’arte: L’urlo di Munch, nella versione più nota, la prima. Lo scopo ufficiale di queste ricerche cominciate a maggio era studiare più approfonditamente la tecnica del post impressionista. Accanto però a questo tipi di esami si è cercato di far tacere una volta per tutte l’idea che sul lavoro ci fossero tracce di escrementi di piccione, o uccelli in generale. La tesi era supportata nell’idea che in quel periodo molti artisti lavoravano en plein air ed era possibile che andassero in contro a questo tipo di contrattempi. A testimonianza di questo, nell’Urlo di Munch, c’è veramente una macchia all’altezza della spalla sinistra che assomiglia a un traccia biologica. Il team dell’Università allora ha chiamato lo scienziato Geert Van der Snickt che ha analizzato attentamente la tela passata anche attraverso i raggi x e ha concluso che non si tratta di escrementi ma di tracce di cera, caduta, incidentalmente sul lavoro. E del resto non era molto credibile che Munch concludesse il suo lavoro con una cacca di piccione sopra.

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