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Ecco i curatori della 16esima Quadriennale a Palazzo delle Esposizioni

La Fondazione La Quadriennale di Roma e l’Azienda Speciale Palaexpo hanno annunciato i curatori della 16esima Quadriennale d’arte che si svolgerà a Palazzo delle Esposizioni a Roma il 14 ottobre 2016. Si tratta di Michele D’Aurizio, Luigi Fassi, Simone Frangi, Luca Lo Pinto, Matteo Lucchetti, Marta Papini, Cristiana Perrella, Domenico Quaranta, Denis Viva, Simone Ciglia e Luigia Lonardelli. I loro nomi sono stati scelti sulla base della presentazione di un progetto dettagliato sulle arti visive in Italia post Duemila, a seguito di un bando a inviti indetto lo scorso settembre, rivolto a sessantanove curatori delle generazioni più recenti. La selezione dei progetti è stata effettuata da una Commissione di esperti composta da Marco Belpoliti, Nicola Di Battista, Maria Grazia Messina, Giuseppe Penone, Angela Vettese. Le proposte scelte sono apparse quelle che meglio restituiscono complessivamente un panorama dell’arte italiana degli ultimi quindici anni, offrendo anche un punto di vista significativo sui riferimenti culturali e sul processo di formazione dei curatori. «Ci saranno dieci diversi spazi – ha spiegato Franco Bernabè, presidente della Quadriennale di Roma in un’intervista al Corriere della Sera per giustificare la presenza di 10 curatori – la vastità del Palazzo delle Esposizioni ce lo consente. I progetti saranno differenti ma saranno uniti nell’obiettivo: proporre un ritratto dell’arte italiana di oggi». Gli artisti saranno un centinaio, tutti selezionati dai curatori, ma ancora non si conoscono i loro nomi, che verranno resi noti ad aprile: «Sono nuovi talenti – anticipa Bernabè – magari spesso affermati all’estero ma poco noti in Italia. Ma non mancheranno le riscoperte di artisti appartenenti ad altre generazioni». Un ritorno molto atteso quello della mostra, che torna dopo otto anni dall’ultima edizione sospesa per mancanza di fondi, con metodologie sostenibili d’interazione tra pubblico e privato. Quest’anno le premesse sembrano essere più incoraggianti: «Un milione ci è stato affidato dal ministero per i Beni e le attività culturali – spiega il presidente – Il resto arriverà dal mondo privato».

 

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