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La Fondazione Con il Sud organizza gli stati generali meridionali della cultura

A Palermo in queste ore sono in corso gli Stati generali meridionali della cultura, una tre giorni organizzata dalla Fondazione Con il Sud e dal suo presidente Carlo Borgomeo, in occasione dei nove anni di vita della Fondazione, in cui gli addetti ai lavori vengono messi a diretto confronto con le istituzioni di riferimento, primo tra tutti il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini (il cui intervento è in programma oggi stesso). Il tema di fondo della manifestazione è il rapporto tra sociale e cultura attorno a quello più ampio dei beni comuni, degli ”spazi” di una comunità, intesi sia come luoghi fisici ma anche come spazi di incontro e di partecipazione, da recuperare e valorizzare. Nuove pratiche con il Sud, questo il titolo dell’incontro, ha quindi unito a Palermo persone e organizzazioni dell’innovazione sociale e culturale per conoscere, sognare, progettare spazi possibili, spazi del possibile. Gli spazi da non perdere sono quelli rigenerati da comunità di persone attive, occasioni di cambiamento e lavoro, sono gli spazi che pubblico e privato possono abitare insieme per il benessere comune. E si è cominciato presentando i buoni risultati di tale ragionamento, come l’Ecomuseo Mare Memoria Viva, una meravigliosa ex stazione ferroviaria trasformata in spazio della storia marina e marinara di Palermo. Si tratta di un progetto voluto da Padre Giuseppe Bucaro e finanziato dalla FCS che ha portato alla costituzione di un’orchestra giovanile che si riunisce e suona in alcune delle chiese più belle della vecchia Palermo.

Tuttavia l’Italia, come hanno fatto notare da FCS, è il Paese con la più alta densità di beni culturali per chilometro quadrato, tanto da essere normalmente definita un museo a cielo aperto. La spesa per la tutela e valorizzazione di beni e attività culturali e beni paesaggistici però è inferiore a quella di altri Paesi europei come ad esempio la Spagna e rappresenta solo lo 0.37% del Pil. Un divario che, a livello nazionale, si ripresenta anche tra Nord e Sud e che si riflette anche sullo stato di conservazione degli edifici storici, con le regioni meridionali agli ultimi posti. «Sono i beni comuni che rappresentano da una parte uno spreco inaccettabile e dall’altra una grande opportunità per i giovani e un’occasione di sviluppo per le comunità locali. Vanno in questa direzione tanti progetti sostenuti dalla Fondazione Con il Sud come l’ultimo bando sperimentato per promuovere l’uso “comune” dei beni culturali delle regioni meridionali, per una più ampia fruibilità da parte della collettività, come strumento di coesione sociale».

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