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La Galleria Giovanni Bonelli dedica un’ampia retrospettiva a Bruno Munari

«Conservare l’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare». La parola thauma, in greco antico, significa letteralmente “stupore, scoperta”. È come se ad essa c’invitasse la riflessione di Bruno Munari, maestro dell’astrazione italiana: egli caldeggia la riscoperta di quel piglio da fanciullino pascoliano, la leggerezza dell’essere mai frivola, ma anzi sfaccettata e profonda. La Galleria Giovanni Bonelli dedica nella sua sede di Milano un’accurata retrospettiva sul lavoro dell’artista, proponendo un resoconto dei periodi salienti della sua attività. L’esposizione si avvale dell’ampio patrimonio di opere collezionate da Casaperlarte – Fondazione Paolo Minoli, che nasce su iniziativa dello stesso artista e amico di Munari. L’attività artistica di Munari ha spaziato per 70 anni attraverso l’arte, la grafica e il design, tracciando le linee che potremmo vedere come l’unione di punti nei giochi di bambini, una dimensione giocosa che sprona a scoprire lo spazio, il tempo, la luce e il movimento, l’infanzia che diviene maturità senza mai abbandonare la sua accezione pura.

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