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I 70 anni di Manara, il disegnatore che ha ampliato i confini del fumetto

«L’erotismo muove il mondo», questa è stata sempre la convinzione di Milo Manara, forse il disegnatore di fumetti italiano oggi più conosciuto, famoso e venerato, che il 12 settembre ha compiuto 70 anni. 70, di cui oltre 40 di carriera, votata per lo più a descrivere l’universo di creature femminili dal fascino irresistibile e trasgressivo con cui parte del pubblico internazionale lo identifica. «Devo alle mie pin up il fatto di poter ancora divertire, di essere vicino alla gente: militari, camionisti, carcerati», ha detto più volte. Dall’erotismo disinibito del fumetto più popolare alle storie di Jolanda ispirata a Salgari (una serie sexy di grande successo), poi i processi a protagonisti della storia come Nerone, Robespierre, Attila, Alfred Nobel, dalla Rivoluzione Francese a quelle ispirate alla cronaca, gli omaggi a Paolo Veronese, Picasso, Borges e, più di recente a Caravaggio. È un’avventura la vita di Manara, che senz’altro si può affermare che sia stato tra i grandi autori che hanno ampliato i confini del fumetto, contribuendo a imporlo definitivamente come un’espressione artistica tout court. Impossibile non citare la collaborazione con il suo maestro Hugo Pratt e, nel 1987 quella con Federico Fellini, altro dichiarato punto di riferimento creativo. La sua carriera inoltre comprende altri incontri con registi come Pedro Almodovar e Alejandro Jodorowsky e i rapporti con due case editrici americane famose come la DC Comics e la Marvel. Negli anni più recenti, Manara si è dedicato al progetto Il pittore e la modella, un viaggio nella storia dell’arte vissuta attraverso il rapporto dei maestri del colore con le loro modelle.

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