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L’Isis distrugge il tempio dell’antica città, patrimonio dell’Unesco

I jihadisti dello Stato Islamico hanno fatto saltare in aria un celebre tempio della città antica di Palmira, patrimonio dell’umanità, che assediavano già da alcuni mesi. Nemmeno una settimana fa gli uomini dell’Isis avevano decapitato l’archeologo ottantenne Khaled al-Assaad, noto in tutto il mondo per la sua conoscenza di questo sito archeologico. È stata piazzata una grande quantità di esplosivo nel tempio di Baalshamin e poi è stato fatto esplodere. L’edificio è andato distrutto quasi completamente, ha confermato Maamoun Abdulkarim, direttore generale delle Antichità e dei musei di Siria. È stata sbriciolata, in questo modo, una importante testimonianza della storia antica. Le prime pietre del tempio di Baalsamin furono posate nell’anno 17 dC, fu poi l’imperatore Adriano a ingrandirlo e impreziosirlo nel 130 dC.
Come se non bastasse i jihadisti hanno anche proceduto a esecuzioni nel teatro antico, a luglio hanno distrutto la famosa statua del Leone di Atena, che si trovava all’ingresso del museo di Palmira, e trasformato il museo in tribunale e prigione. Hanno anche assassinato il direttore delle antichità della città. L’Osservatorio siriano dei diritti dell’Uomo ha confermato le distruzione del monumento da parte dei jihadisti, che considerano le opere e i monumenti preislamici, in particolare le statue, come espressioni di idolatria. Purtroppo questo è solo l’ultimo allarme proveniente da quell’area relativamente alle devastazioni artistiche. Lo Stato islamico, che controlla una grande parte di territorio iracheno e siriano, ha distrutto ad aprile in Iraq a colpi di bulldozer, piccone ed esplosivi, il sito archeologico di Nimrud, gioiello dell’impero assiro. Hanno anche colpito l’antica città romana di Hatra, e un museo di Mosul, nel nord dell’Iraq. Secondo l’Onu più di 300 siti archeologici siriani sono stati danneggiati, distrutti o saccheggiati dall’inizio del conflitto civile in Siria quattro anni fa.

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