All’Hangar Bicocca si prepara la grande personale dedicata a Philippe Parreno

Milano

All’HangarBicocca, il centro per l’arte contemporanea milanese, inaugura il 22 ottobre (fino al 14 febbraio 2016) la mostra Hypothesis, la prima retrospettiva in Italia dedicata all’artista francese Philippe Parreno. La mostra, curata da Andrea Lissoni, comprenderà una serie di importanti opere che, insieme a lavori più recenti caratterizzati da suono e luce, modificheranno radicalmente la percezione degli spazi industriali dell’Hangar. Nel corso degli ultimi vent’anni Parreno ha reinventato il tradizionale concetto di mostra come allestimento di opere d’arte, a favore di un’esperienza inedita dello spazio espositivo in cui una serie di eventi si svolgono alternandosi fra loro, come se fossero organizzati seguendo una coreografia. Rielaborando la tradizione delle neovanguardie che mettevano in connessione differenti discipline culturali, la sua pratica comprende una varietà di media – scultura, disegno, film, video, musica e scrittura – capaci di coinvolgere un pubblico eterogeneo per formazione e interessi. L’artista ha fin dall’inizio della sua carriera esplorato i confini della realtà e della sua rappresentazione, utilizzando linguaggi e codici provenienti da media come la radio, la televisione, il cinema e, più recentemente, l’informatica. Nell’ambito del suo percorso artistico, Parreno ha messo in discussione il concetto di autorialità collaborando con alcuni fra i più influenti artisti degli ultimi due decenni come Douglas Gordon (con il quale ha co-diretto nel 2006 il film Zidane, un singolare ritratto di uno dei più celebri calciatori fra XX e XXI secolo), Liam Gillick, Dominique Gonzalez-Foerster, Carsten Höller, Pierre Huyghe, Tino Sehgal e Rirkrit Tiravanija. Ha inoltre collaborato con gruppi musicali come Mogwai, compositori e musicisti come Devendra Banhart, Nicolas Becker, Pierre Boulez, Mikhail Rudy e con l’architetto François Roche. Opere centrali della mostra sono Another Day with Another Sun, 2014 (in collaborazione con Liam Gillick), una luce che attraversa come un sole la monumentale navata destra di HangarBicocca e le Marquees, che sembrano formare una strada e proiettano lunghe ombre che trasformano e rendono al contempo drammatica ed estesa oltre i propri limiti l’architettura dello spazio espositivo. La luce è temporizzata e la sua intensità, prodotta da una lampada che si muove su binari sospesi, muta lungo il percorso, alludendo al movimento del sole dall’alba al tramonto. Come suggerisce Andrea Lissoni, curatore della mostra: «Hypothesis può essere considerato un modello sperimentale di mostra personale, dove opere già esistenti dell’artista sono riunite solo per la durata della mostra, creando un’unica, inedita ed effimera installazione temporanea, tornando al loro status originale a mostra conclusa. Il titolo Hypothesis rappresenta un’ipotesi per un progetto espositivo inteso come esperienza temporale: l’inizio e la fine della mostra non sono individuabili nello spazio, ma sono dispersi nel tempo, offrendo così al pubblico un’esperienza mutevole e senza confini, sia delle opere sia dello spazio espositivo stesso».

Info: http://www.hangarbicocca.org/