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Mika diventa icona contro l’omofobia. Oggi ha pubblicato il suo ”manifesto”

”Quando ho visto su Instagram la foto del poster di Firenze, il primo istinto è stato di non dire niente a nessuno, di girarmi dall`altra parte. A scuola, a 13 anni, facevo così, ero inerme per la paura di essere picchiato. So che cos’è il bullismo”. Così, Mika, il cantante libanese naturalizzato inglese, racconta sul Corriere della Sera oggi in edicola, perché ha deciso di reagire alle scritte omofobe che hanno imbrattato i manifesti per il concerto in programma il 30 settembre a Firenze. ”Rifiutando di riconoscere gli insulti, avrei commesso un errore: avrei dimenticato il tredicenne che sono stato e avrei fatto male alle persone che non hanno quel lusso e quel privilegio. Io posso salire sul palco”, ha scritto ancora il cantante. Ecco perché ha deciso di reagire, pubblicando sui social la scritta, diventata un’icona contro l’omofobia, nel giro di pochi istanti, sotto l’hashtag #rompiamoilsilenzio. ”Per la prima volta, sabato scorso, mi sono detto: perché non tirarli fuori e farne una bandiera da tenere alta sopra le teste di quelli che scrivono, che pensano così”, continua Mika sottolineando che quella parola è comunque una ferita. ”È ancora molto forte, ha un sacco di implicazioni negative e può fare male. Non accettiamola come una parola normale. Ma non facciamo più finta che non esista: sarebbe molto più pericoloso”.

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