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Teatro continuo di Burri, si riapre il caso. Interviene l’Amaci in difesa dell’opera

Continua la polemica sul Teatro continuo di Burri nel Parco del Sempione a Milano, che l’amministrazione ha deciso di ricostruire quest’anno in occasione del centenario della nascita del maestro umbro dell’arte contemporanea. Molti cittadini stanno chiedendo da mesi di ”salvare” il Parco del Sempione da quella che definiscono una ”violenza al paesaggio”. Non solo. Si stanno accumulando le proteste per via del bivacco e del degrado che quest’opera, meta di ritrovi giovanili, starebbe portando nel cuore della città. Oggi l’Amaci, l’Associazione dei musei di arte contemporanea italiani, ha diffuso una nota in cui sostiene con convinzione la positiva realizzazione del ripristino in oggetto e la necessità della sua permanenza. Amaci, viene spiegato ”non può condividere le istanze promosse da alcune associazioni che giudicano tale opera come forma di ”violenza al paesaggio”. Ci paiono del tutto sproporzionati il tono polemico e le iniziative tese a demolire un capolavoro di uno dei maggiori artisti italiani e internazionali del dopoguerra di cui proprio quest’anno il museo Guggenheim di New York celebra con una grande mostra il centenario della sua nascita. Mentre il mondo riconosce l’importanza di un artista che proprio sul tema del paesaggio intervenne a Gibellina con un segno divenuto leggendario nella storia dell’arte, in Italia si assiste a una tale deplorevole impostazione conflittuale tra arte moderna e politiche ambientali e paesaggistiche”. ”Amaci – continua la nota – ritiene che l’eventuale demolizione del Teatro Continuo sia inaccettabile culturalmente e costituirebbe un danno anche di rilievo finanziario in considerazione di quanto occorso per tale restituzione alla città di Milano. Ci rivolgiamo agli amministratori che dovranno deliberare su tale questione confidando nel ragionevole esercizio delle loro responsabilità pubbliche”.

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