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Cancelli chiusi, la rabbia incontenibile di Renzi… e nostra

Con queste parole sull’Unità di oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato i fatti avvenuti ieri a Pompei: ”Franceschini sta facendo un buon lavoro e la cultura è la chiave per il nostro futuro. Anche per questo mi viene una rabbia incontenibile quando vedo le scene di ieri a Pompei”. Ieri migliaia di turisti arrivati all’ingresso degli scavi archeologici di Pompei hanno trovato i cancelli chiusi, a causa dell’assenza del personale, impegnato in un’assemblea sindacale decisa all’ultimo. Se non ci fosse stato il sovrintendente che, con notevole ritardo, si è recato personalmente sul luogo per aprire gli ingressi, tutta quella gente desiderosa di visitare uno dei siti archeologici più rinomati e importanti al mondo sarebbe rimasta sotto il solleone ad aspettare ancora a lungo, prima di dileguarsi con un pessimo ricordo. Ma perché convocare un’assemblea sindacale proprio in un momento di massima affluenza turistica? Come mai gli interessi privati di una piccola categoria hanno prevalso su quelli di un intero sistema culturale? E chi ha deciso di allestire questa evidente operazione mediatica diretta a spostare l’attenzione dei media mondiali sulle diatribe sindacali locali? Sono tutti sintomi di un apparato burocratico malato e vetusto. Queste sono le domande che anche noi ci poniamo e poniamo alle istituzioni competenti, affinché i responsabili dell’accaduto siano individuati e sanzionati in modo esemplare, in modo da iniziare a invertire, finalmente, la rotta.

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