Come il colore della terra

«Il soggetto di Come il colore della terra è nato una notte in cui fu necessario inventare una storia un po’ magica per una bimba con la febbre: in casi come questi, esistono favole mai narrate che viaggiano nel tempo e nello spazio. È nato così il primo embrione del racconto». Con queste parole lo sceneggiatore Marco Gastoni e il disegnatore Nicola Gobbi presentano la genesi di una appassionante graphic novel che – come spiega in quarta di copertina lo scrittore Pino Cacucci – «con sensibilità e coinvolgimento appassionato, ci porta nella vita genuina e illuminante di donne e uomini degni, ai quali per troppo tempo era stato negato non solo il futuro ma persino il presente».

Edito da Eris, Come il colore della terra (128 pagine, 16 euro) è un volume a fumetti a colori che prende il via con l’avventura di due bambini, in cammino all’interno di un bosco. Ma fin dall’inizio c’è qualcosa di strano: gli animali intorno a loro appaiono minacciati, i corvi si alzano in volo, sulle strade i mezzi dell’esercito scendono a valle ostili. E ancora, il fumo e le fiamme. Il terrore. Bisogna far ritorno al villaggio. Dunque è attraverso gli occhi (e le esistenze) di José e Juana che, in questo libro, viene descritta la rivoluzione zapatista degli anni Novanta in Messico; i due sono costretti a vivere l’occupazione militare delle proprie terre ancestrali in risposta alla lotta per una vita dignitosa del loro popolo. Sono gli eredi dei Maya, sfruttati per secoli dai conquistadores e poi da multinazionali e grandi proprietari terrieri.

«Non ci risultano altri fumetti su questo argomento nel mondo e questa cosa non ci piaceva. È stata la molla che ci ha spinto a pianificare la pubblicazione del racconto», riprendono gli autori, secondo i quali «l’intera vicenda merita di essere approfondita dalle persone di tutte le età che hanno mantenuto la capacità di guardare al mondo con cuore bambino». Una favola magica nutrita da un linguaggio poetico e simbolico, dunque, con Gastoni e Gobbi a rimarcare: «Le ispirazioni che hanno fatto nascere e crescere la storia sono legate al mondo degli indigeni del Chiapas: una selva lussureggiante tra le montagne, i colori dei murales che raccontano storie, i sapori poveri del mais e dei fagioli ma, soprattutto, l’urgenza e la necessità d’immaginare e costruire un mondo diverso rispetto a quello che ci siamo ritrovati a vivere». Entrambi, infatti, si dicono grati ai discendenti dell’antico popolo Maya, «persone che nel loro paese erano totalmente ignorate e succubi e che, attraverso la lotta zapatista, hanno saputo costruire un’alternativa alla schiavitù e una vita dignitosa». Da parte sua, Come il colore della terra è una graphic novel che fa riflettere senza banalizzare, piuttosto ben tratteggia una terra suggestiva – il Chiapas – «dove una volpe e un corvo discutono sui comportamenti degli esseri umani e sognare è ancora possibile». Anche perché, come spiegano Gastoni e Gobbi, «crediamo che le storie nascano da autori emozionati nel raccontarle e disegnarle».

Info: www.erisedizioni.org