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Al Man la prima mostra di Vivian Maier ospitata in un’istituzione pubblica italiana

Dopo gli Stati Uniti, gli scatti di Vivian Maier e soprattutto il fascino della sua storia stanno incantando l’Europa. Bambinaia per le famiglie benestanti di New York e Chicago dai primi anni Cinquanta del secolo scorso, per oltre 50 anni ha fotografato la vita nelle strade delle città in cui ha vissuto senza mai far conoscere il proprio lavoro. Ha lasciato un archivio sterminato, con più di 150mila negativi, una miriade di pellicole non sviluppate, stampe, registrazioni, appunti e altri documenti di vario genere che accumulava nelle stanze in cui si trovava a vivere, custodendo tutto con grande gelosia. Confinato infine in un magazzino, il materiale è stato confiscato nel 2007, per il mancato pagamento dell’affitto, e quindi scoperto dal giovane John Maloof in una casa d’aste di Chicago. La mostra al MAN di Nuoro, a cura di Anne Morin, realizzata in collaborazione con diChroma Photography, è la prima personale della fotografa ospitata da un’Istituzione pubblica italiana. Il progetto espositivo fornisce una visione d’insieme dell’attività della Maier ponendo l’accento su elementi chiave della sua poetica, come l’ossessione per la documentazione e l’accumulo, fondamentali per la costruzione di un corretto profilo artistico, oltre che biografico. Fino al 18 ottobre, Info: www.museoman.it

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