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La Giovinezza di Sorrentino

La Giovinezza di Paolo Sorrentino divide critica e pubblico. Alla prima proiezione stampa del film al Festival di Cannes, tanti applausi ma anche qualche commento di disapprovazione. A partire dal 20 maggio il grande pubblico potrà esprimere il suo parere, che si preannuncia ancora più diviso rispetto a quello della Grande Bellezza. Il regista sembra aver amplificato in Youth i virtuosismi del lungometraggio vincitore dell’Oscar e, la trama si perde, lasciando sempre più spazio al susseguirsi di immagini. Un cast insolito, in cui compaiono grandi nomi come Michael Caine, Harvey Keitel e Jane Fonda, protagonisti di un racconto che segue la vacanza di due anziani in un resort tra le Alpi. Un film che parla più di vecchiaia, quindi, che di giovinezza, ma, come afferma a Cannes il regista: «Il tempo è l’unico soggetto possibile, l’unica cosa che veramente ci interessa: quanto passa il tempo e quanto ce ne rimane. Il futuro è un’occasione di libertà e la libertà è il sentimento naturale dell’essere giovane: ecco perché a qualsiasi età se si riesce a mantenere uno sguardo sul futuro si può essere giovani». Un film ottimista, a detta di Sorrentino, che comunque si preannuncia come record di incassi; è già stato venduto a scatola chiusa in 75 paesi, 500 copie distribuite da Medusa film e i primi ad accaparrarselo sono stati gli Americani.

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