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Uno studio evidenzia nuovi collegamenti fra caos e creatività

Caos e creatività sono sempre stati uniti fra loro nella definizione classica di artista. Più volte si è tentato di capire se il disordine fosse realmente un fattore decisivo per la creazione di opere d’arte ma non si è mai arrivati a una risposta definitiva. Questa volta ci riprova l’università del Minnesota con un nuovo studio che evidenzia come un ambiente disordinato o meno possa influenzare le nostre azioni. Gli esperimenti condotti sono molto semplici: da una parte due stanze, una ordinata l’altra meno, e dall’altra delle prove. Un gruppo di studenti dietro una ricompensa doveva rispondere a un questionario e poi scegliere se mangiare uno snack alla mela o al cioccolato. Alla fine delle domande veniva offerta la possibilità di dare agli studenti i soldi appena guadagnati in beneficenza. Il questionario è stato svolto in un ambiente disordinato e in uno ordinato con risultati molto diversi. L’82 percento degli studenti nella stanza caotica hanno deciso di tenersi i soldi per loro e hanno scelto il cioccolato contro il 47 per cento del gruppo nella stanza ordinata che ha preferito dare i soldi in beneficenza e mangiare lo snack alla frutta. È stato dato poi il compito di trovare usi alternativi a delle pallini di ping pong. In questo caso, gli studenti nella stanza disordinata hanno avuto il 35 percento in più di idee innovative. Per concludere, il disordine può stimolare la creatività ma rende più egoisti e meno attenti alla propria salute. Del resto niente di nuovo, come dimostrano gli studi degli artisti qui sotto e la loro condotta di vita a volte veramente al limite.

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