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La Fondation Louis Vuitton ospita i capolavori dell’arte, concessi in prestito dai musei di tutto il mondo

La Fondation Louis Vuitton di Parigi, edificio progettato da Frank Gehry nel cuore del Bois de Boulogne e inaugurato da ormai più di un anno, ospita fino al 6 luglio più di sessanta opere d’arte moderna, per la terza mostra dal carattere museale. Dai cerchi e croci nere di Malévich, a L’uomo che cammina di Giacometti, a La danza di Matisse, fino ad arrivare allo Studio di ritratto di Bacon e alla Colonna senza fine di Brancusi, la fondazione mostra al pubblico una vera raccolta di classici dell’arte moderna e contemporanea, provenienti dai musei più importanti al mondo. Ospite d’onore, in particolare, L’urlo di Munch, che dal 2006 non lascia le sale del museo di Oslo, concesso in prestito eccezionalmente (nel 2011 il prestito era stato negato persino al Centre Pompidou) e sottoposto a una costante sorveglianza ad hoc, protetto da una teca di vetro e illuminato da una luce ridotta su richiesta del museo. Les Clefs d’une passion, questo il titolo della rassegna, si riferisce alla grande passione per l’arte del mecenate della fondazione, Bernard Arnault e ai fruttuosi rapporti da lui stretti negli anni con i maggiori poli internazionali dell’arte. «Queste opere venute da orizzonti diversi hanno in comune il fatto di aver rotto le regole dell’arte della loro epoca – spiega la direttrice artistica Suzanne Pagé – sono come bussole che ci guidano ancora».

 

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