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Trione presenta gli artisti e il concept del Padiglione Italia

Anche il Padiglione Italia ha finalmente i suoi nomi. Oggi al Mibact il curatore Vincenzo Trione, in presenza del Ministro Dario Franceschini, del Commissario del Padiglione Italia Federica Galloni e del Presidente della Biennale Paolo Baratta, ha annunciato al pubblico il progetto per lo spazio italiano alla 56esima Esposizione Internazionale d’arte diretta da Okwui Enwezor. A occhio e croce, Codice italia, questo il titolo già annunciato, sembrerebbe una grande collettiva che include una lunga lista di nomi di artisti giovani accanto a grandi personaggi conosciuti al pubblico, che conferma, ancora una volta l’attitudine poco coraggiosa del nostro paese rischiare, investendo su pochi (ma buoni) artisti. Questi i nomi: Alis/Filliol, Andrea Aquilanti, Francesco Barocco, Vanessa Beecroft, Antonio Biasiucci, Giuseppe Caccavale, Paolo Gioli, Jannis Kounellis, Nino Longobardi, Marzia Migliora, Luca Monterastelli, Mimmo Paladino, Claudio Parmeggiani, Nicola Samorì e Aldo Tambellini. Alla base del concept, invece, il nobile tentativo di ragionare sull’identità italiana, di riscoprire un codice tutto Italiano. ll tutto con un approccio più accademico che curatoriale; linea guida del padiglione l’Angelus Novus di Walter Benjamin. Ogni autore dovrà presentare due opere nuove sulla reinvenzione della memoria per allestire una sorta di «atlante della memoria», come lo definisce lo stesso Trione.

 

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