Sono a rischio più di 3.600 monumenti, fra le cause: l’inquinamento

Roma

È il risultato di una ricerca durata 15 anni quella presentata ieri a Roma nel complesso di San Michele a Ripa. L’Istituto superiore per la conservazione e il restaurto (Iscr) e l’Istituto superiore protezione e ricerca ambientale (Ispra) hanno lanciato l’allarme sullo stato dei momenti romani indicando come uno dei fattori di rischio l’inquinamento. Sono 3.600 i lavori a composizione calcarea riportati sulla carta dei rischi e 60 pezzi a composizione bronzea, tutti racchiusi nel centro della capitale. L’inquinamento atmosferico «È risultato un fattore di pressione determinante per le superfici dei monumenti esposti all’aperto – segnalano gli studiosi – l’impatto delle sostanze inquinanti emesse in atmosfera sui materiali costitutivi dei monumenti è ingente e irreversibile a causa della mancanza di sistemi di autorigenerazione, che sono invece presenti negli esseri viventi». Monitorare i monumenti, anche per capire i valori limiti specifici dello smog, al momento sconosciuti, sembra essere un buon punto di partenza. Così, Ispra e Iscr dal 2013 tengono sotto occhio 7 siti selezionati dentro il raccordo capitolino.

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