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Dall’avanguardia alla transavanguardia la mostra nello spazio Abarte

Dalle avanguardie alle transavanguardie è il titolo della mostra ospitata fino al 24 aprile nello spazio Abarte di Brescia. Il percorso dell’esposizione si prefigge di raccontare il cammino che dalle prime rivoluzioni artistiche ha portato all’ultimo movimento italiano fondato da Achille Bonito Oliva. Punto di partenza della mostra è il dopoguerra diviso com’era nello stivale fra realismo e astrattismo. Gruppi come il Forma 1 o il movimento per l’Arte concreta si dividevano la scena nazionale lasciando però spazio a figure isolate come Piero Manzoni o Lucio Fontana. Poi gli anni Sessanta con la scuola di piazza del popolo e la Pop art romana di cui Tano Festa e Mario Schifano non sono che gli esponenti più noti. Passando per l’arte concettuale si ritorna alla pittura negli anni Ottanta con la transavanguardia e figure come Chia o Paladino. Fra gli artisti presenti in mostra troviamo così: Enrico Baj, Giuseppe Capogrossi, Pietro Consagra, Antonio Corpora, Piero Dorazio, Giosetta Fioroni, Salvatore Fiume, Lucio Fontana, Achille Perilli, Mimmo Rotella, Giuseppe Santomaso e Mario Schifano. Dal 21 febbraio al 24 aprile, Abarte, Brecia; info: www.abarte.it

 

Commenti

  • rudy campagnolo

    chia e paladino in realta non hanno fatto nulla ,la transvanguardia è noto che l’anno inventata schifano ,con un sussegguirsi di avanguardie a quadro ,trans -avanguardia è un accumulo di avanguardie che serve per fare il quadro ,schifano ne l70 con i paesaggi anemici e con gli orti botanici vengono alla luce le transavanguardie ,altro che chia e palladino mi fate ridere ,ma la realta è questa e tutti lo sanno