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Future environment human

Anno 2025, c’è da chiedersi cosa aspettarsi. Il declino ambientale causato dall’inquinamento industriale è destinato a cambiare in maniera sostanziale il nostro approccio, nei confronti dell’ambiente e della natura. Quale sia la direzione più opportuna da prendere può forse stabilirlo la sperimentazione che, attraverso un’analisi appropriata delle dinamiche dello sviluppo, immagina nuove concezioni della realtà. L’arte può svolgere questo compito, può rimodulare l’intero sistema proponendo un immaginario alternativo. Un concept che possa essere base, magari punto di partenza, per l’elaborazione di un rapporto diverso tra essere umano e natura.

All’Ex-Cartiera Latina, magnifico esempio di archeologia industriale, tra i più grandi stabilimenti per la produzione della carta di inizio novecento, ha ospitato una rassegna che indaga proprio questi temi. 2025 – Future Environment Human, attraverso oltre venti artisti nazionali e internazionali, analizza le prospettive evolutive della nostra società. La manifestazione, dedicata alle arti visive e performative, è ideata dall’Associazione culturale Seven O’Clock e patrocinata dall’Assessorato alla cultura, creatività, promozione artistica e turismo del Dipartimento cultura di Roma Capitale. Tanti gli eventi in programma che ruotano intorno a una mostra, tutti sotto la direzione artistica di Sofia Francesca Miccichè e Giorgia Noto. L’esposizione, forse un po’ essenziale, comprende dodici opere legate ai temi dell’innovazione tecnologica applicata all’ambiente e alla sostenibilità. Questi i nomi degli artisti: Marco Bernacchia, Daniela di Maro, Stephane Kozik, Giuseppe Licari, Virginia Lopez, Ludo, Marcantonio Raimondi Malerba, Ryts Monet, Margherita Morgantin, Roberto Pugliese, Scenocosme (Grégory Lasserre e Anais met den Ancxt) e Talking land (Stefano Capodieci, Caterina Giuliani e Giovanna Zanghellini).

Tutti i lavori sono un riuscito esempio di come l’evoluzione che ha colpito la scienza possa suggerire delle valide alternative al comune modo di concepire l’arte, l’ambiente e la vita. Oltre alla mostra, tre live performance audiovisive, uno spettacolo di danza interattiva, un’esibizione teatrale, un gioco collettivo, workshop, djset, due talk su architettura e paesaggio coordinati dallo studio Startt e una selezione di opere video realizzate tramite dispositivi mobili, realizzando un evento all’insegna della multidisciplinarietà. La rassegna si inserisce all’interno del programma di Roma d’inverno che prevede, sulla scia dell’ormai rodata Estate romana, una serie di manifestazioni culturali per tutto il mese di febbraio.

Fino al 15 febbraio; Ex-Cartiera Latina, via Appia Antica 42, Roma; info: www.sevenoclock.it

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