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Pino Daniele è morto nella notte. Il mondo dell’arte piange un grande interprete

Pino Daniele è morto nella notte all’età di 59 anni, stroncato da un infarto. Il bluesman era apparso l’ultima volta in televisione la notte di capodanno nella diretta televisiva di Rai Uno. Napoletano del centro storico, classe 1955: il brano che dà il titolo al suo disco d’esordio è Terra mia, del 1977. Nel 1979 Pino Daniele mette insieme capolavori come Je sto vicino a te, Chi tene ‘o mare, Je so’ pazzo, Chillo è nu buono guaglione, Ue man!, Il mare, Putesse essere allero, E cerca ‘e me capì con un’ispirazione che lascia stupiti per lucidità e varietà. Nero a metà, omaggio a Mario Musella e prima autodefinizione in musica, è il disco del grande successo, l’incrocio definitivo tra melodie veraci e richiami rock applicati a raccontare sentimenti come l’Alleria o l’Appocundria, prima di dichiarare la propria passione: «A me me piace ‘o blues».
L’apoteosi di quella prima stagione, l’apice e la fine di quell’orgoglio napoletano si registra il 19 settembre 1981: piazza del Plebiscito, allora un parcheggio e non certo il salotto buono della città, si riempie di duecentomila persone, nessune se le aspettava, forse è il primo megaconcerto italiano. Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e uno straordinario James Senese accendono una notte indimenticabile. Ma Pino, che pure cattura quella stagione in un altro lp epocale come Vai mo’ (1981) e in brani come Yes I know my way, Viento ‘e terra, Sulo pe’ parlà e Have you seen my shoes, è talento irrequieto, ha bisogno di guardare al mondo. Bella ‘mbriana, del 1982, parla di tradizioni dimenticate, anticipa la stagione della world music che sarà.
Dal vivo, poi, non ce n’è per nessuno, come sintetizza Sciò live (’84): il Festival di Montreux, il Canada, l’Olympia di Parigi, il Festival di Varadero a Cuba e l’Arena di Verona aprono le porte alla corrente del golfo che arriva con Pino, italiano da esportazione, ora anche produttore, di Richie Havens.
Esplorate le strade del blues, del jazz-rock, di quella che in quegli anni si chiama fusion, Daniele guarda sempre di più ai suoni del mondo, mentre continua anche la collaborazione con l’amico Massimo Troisi, per cui ha già scritto le colonne sonore di Ricomincio da tre (’81) e Le vie del signore sono finite (’87), prima di sfociare nel capolavoro di Quando, scritta con l’amico attore per Pensavo fosse amore e invece era un calesse (’91). Gli anni Novanta incombono con un altro cambio di pelle, con un’altra svolta creativa: Un uomo in blues (’91) sa cantare l’Italia che cambia. Pino è anche l’uomo delle collaborazioni, non dei duetti tanto per fare, divide il palco o lo studio di registrazione con i grandi jazzisti, lasciando spesso alla sua chitarra il compito di parlare per lui. Noa, Giorgia e Raiz degli Almamegretta sono le guest star di Dimmi cosa succede sulla terra (’97), forte di superhit come Che male c’è e Dubbi non ho. Yes I know my way (’98) rivitalizza l’antico cavallo di battaglia con Jim Kerr dei Simple Minds. Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui (2007) ritrova Tony Esposito e prepara la strada a un evento storico, quello del triplo cd antologico con inediti Ricomincio da 30, che cita Troisi e riforma il supergruppo (Tullio De Piscopo, James Senese, Tony Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso) con l’aggiunta di Chiara Civello e Al di Meola. L’8 luglio il ritrovato dream team vesuviano espugna di nuovo piazza del Plebiscito, ma questa volta ci sono pure Giorgia, Irene Grandi, Avion Travel, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio. Poi è storia recente tra Electric jam del 2009 e La Grande Madre.

IL RICORDO DEI COLLEGHI
Il grande cantautore napoletano se n’è andato durante la notte. A diffondere la notizia sono stati altri cantanti, amici di Pino, commentando l’accaduto sul web. Il primo è stato Eros Ramazzotti, che ha postato su Instgram una bella foto dell’artista sorridente. Nelle ore piccole, quando ancora mancavano le conferme delle fonti ufficiali e delle agenzie di stampa, si è sviluppato un tam tam sul web che ha raccontato la notte insonne di tanti colleghi e fan increduli di fronte alla notizia della scomparsa di uno dei cantautori italiani più amati. Eros ha scritto: ”Anche Pino ci ha lasciato. Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perché eri un puro e una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo”. Gli fa eco, a stretto giro, Laura Pausini, che racconta di essere ”molto scossa ed immobile nel letto” alla notizia. Poco dopo anche lei ha condiviso sui social le prime emozioni: ”Alla tua famiglia e ai tuoi figli, il mio pensiero e il mio abbraccio. A noi tuoi fan rimani per sempre tu Pino Daniele. Con la tua arte unica. E questa foto, con la mia testa sulla tua spalla per dirti grazie per avermi permesso di conoscerti da vicino. Per cantare con te e per te”. ”Una notte senza fine. Un dolore senza fine”, cinguettano i Negramaro, dopo avere parlato al telefono con Ramazzotti. Fiorella Mannoia scrive: ”Un dolore immenso. Sono attonita. Non trovo altre parole” mentre Dolcenera twitta: ”Proprio ieri coi miei amici ti cantavamo e suonavamo… E continueremo a farlo. Tu eri #tuttanatastoria”, a testimonianza di un amore e di una stima che hanno coinvolto anche le nuove generazioni. ”Se è morto Pino Daniele – scrive Francesco Di Gesù (Frankie Hi-nrg mc) – adesso il nero è totale”. Il riferimento è a Nero a metà, titolo dell’album pubblicato dall’artista partenopeo nel 1980, quello della consacrazione, e del tour che pochi giorni fa lo aveva riportato trionfale anche nella sua Napoli. Era stato protagonista, la notte di Capodanno, dello show in diretta da Courmayeur su Rai1 (mentre su Canale 5 da Napoli si esibivano Gigi D’Alessio and ftiends). Commuove l’ultimo tweet di Pino sul suo profilo ufficiale. È del 1 gennaio alle 17,38, con la scritta: ”Back home… In viaggio per casa” e l’immagine della strada, in bianco e nero, scattata dall’auto in corsa.

Anche il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, non ha fatto mancare il suo messaggio di cordoglio. Su Twitter ha commentato: ”Eravamo ragazzi e la sua voce e la sua musica erano già dentro di noi. E lì resteranno sempre. #PinoDaniele uno dei grandi”.

 

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