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Vanessa Beecroft parla della nuova Milano e del suo progetto per l’Expo

Vanessa Beecroft, a Milano per la premiazione del premio Furla, è stata intervistata dal Correire della Sera. Nel botta e risposta ricorda gli anni giovanili e la sua formazione artistica svoltasi anche nel capoluogo lombardo. Di questa città adesso però non apprezza la zona nuova, cresciuta dal nulla in vista per l’Expo: «Sono molto conservatrice e l’architettura contemporanea, specialmente in Italia, non mi sembra granché. Ho intravisto la zona intorno alla stazione Garibaldi e la trovo piuttosto deprimente». Poi alla domanda cosa porterà per l’Expo essenso invitata per il padiglione Italia non lascia trapelare nessun indizio: « Il mio intervento non sarà necessariamente legato al tema del cibo. L’evento dura sei mesi, dovrò pensare a qualcosa di meno effimero, ma con brani di performance. Sono onorata dell’invito di Marco Balich, esporre in un contesto diverso da musei o gallerie è challenging. Una sfida».

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