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È morto il grande scultore Igor Mitoraj

È morto a Parigi, all’età di 70 anni, lo sculture polacco Igor Mitoraj. Il suo modo di esaltare il bronzo e, soprattutto, il marmo, è stata la caratteristica che ha forgiato la sua lunga carriera artistica. Delle sue opere sono piene molte collezioni in giro per il mondo, e molte città. Una su tutte Pietrasanta (Lu), la culla degli scultori, dove le maestranze artigiane di lunga tradizione e la qualità dei materiali hanno attirato molti grandi artisti, da Botero a Rinaldi, fino allo stesso Mitoraj, che da anni viveva tra Pietrasanta e Parigi. «Più successo di lui lo hanno avuto davvero in pochi, si possono avere dubbi sulla sua grandezza ma tutti gli riconoscono di avere avuto la capacità di creare un’icona, che poi è ciò che si chiede oggi a un artista», il critico Philippe Daverio ricorda così, all’Adnkronos, lo scultore: «Un artista non corrisponde tanto, oggi, a un percorso quanto a una immagine e Mitoraj lascia appunto un’immagine, quella di un’antichità che ci è caduta in testa: è stato un traghettatore della classicità nel contemporaneo».

Nato da genitori polacchi nella città tedesca di Oederan il 26 marzo 1944, Mitoraj studiò pittura all’Accademia di belle arti di Cracovia seguendo, negli ultimi anni, corsi tenuti da Tadeusz Kantor e tenne la sua prima mostra personale di pittura a Cracovia, alla Galerie Krzysztofory. Nel 1968 si trasferisce a Parigi e si iscrive al’Ecole nationale Supérieure des Beaux-Arts. Nel 1970 si reca in Messico e vi trascorre un anno durante il quale cresce la sua passione per la scultura. È del 1976 la sua prima personale da scultore, a Parigi nella galleria La Hune, e nello stesso anno apre nella capitale francese uno studio per realizzare opere in terracotta e bronzo. La scoperta del marmo arriva per Mitoraj nel 1979, quando si reca per la prima volta a Pietrasanta, in toscana, a ridosso delle cave che forniscono il marmo di Carrara. A Pietrasanta aprirà poi uno studio nel 1983 e nel 2001 diventa cittadino onorario della località toscana.

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