Ultimora

Yuri Ancarani sorprende con il suo nuovo lavoro: San Siro

Questione di talento. E Yuri Ancarani ne ha da vendere. Inside Art lo ha capito da tempo, non a caso l’artista è risultato vincitore del nostro premio artistico, il Talent Prize, nell’edizione 2012, con l’opera La malattia del ferro (prossimamente in mostra all’Hammer Museum di Los Angeles, il 28 settembre). Adesso l’artista, che a giugno è stato tra i quattro finalisti del premio Maxxi (vinto poi da Marinella Senatore, ndr) è tornato subito in auge grazie al suo ultimo lavoro San Siro, un cortometraggio che, dietro i suoi 25 minuti di durata, nasconde un lavoro lungo un anno intero. Un’opera molto introspettiva, che riflette sul senso di comunità, una necessità che ogni uomo prova nella sua più profonda interiorità. Lo fa riproducendo le immagini del dietro le quinte di uno degli eventi più rappresentativi dello stare insieme: la partita di calcio vista dallo stadio. Il film mette a confronto la desolazione che domina a San Siro nei giorni feriali, dal parcheggio vuoto ai pochi lavoratori che gestiscono la struttura, fino al caos e al dinamismo della domenica, in cui lo stesso luogo diventa un tempio sportivo venerato da migliaia di persone: le folle dei tifosi, il rumore, i pullman dei giocatori che si avvicinano, le carte per terra, l’emozione che si affila sugli spalti, i tifosi tutti in piedi sui seggiolini a seguire concentrati i movimenti del pallone. «Le tensioni dei calciatori, ma anche il brivido che si prova in curva tra gli ultrà. Non sono mai stato un tifoso, ma ora ho capito perché la gente va allo stadio, ciò che conta è colmare quel bisogno di comunità che tutti abbiamo. In piedi sui sedili mi sembrava di volare» ha confessato Ancarani in un’intervista al Corriere della sera di ieri.

 

Commenti