Teatro Valle occupato, sì, ma ancora per poco. Il 10 agosto finirà una storia affascinante e controversa che ha caratterizzato negli ultimi anni la scena culturale romana. Il comune di Roma, in particolare il circuito del Teatro di Roma, rientrerà al Valle per iniziare i lavori di messa a norma e per dare il via a una normalizzazione della situazione. Ma ieri gli occupanti hanno organizzato un’assemblea nazionale, alla quale hanno partecipato molti artisti, ed è stato presentato un documento contenente le proposte che saranno avanzate all’assessorato ai Beni culturali di Roma. Tra queste emerge una condizione che fa da premessa a tutto il resto: la fondazione teatro Valle Bene comune vuole collaborare con il Teatro di Roma per la realizzazione di un nuovo modello di gestione partecipata del teatro. In particolare, gli attuali occupanti vogliono costruire di comune accordo un osservatorio di garanti per monitorare i passaggi finalizzati ai lavori di ripristino della messa a norma e dei tempi di riconsegna del teatro. Un ricatto? Una legittima pretesa? Per capirlo è necessario aspettare il 5 agosto, quando gli attivisti incontreranno le istituzioni a piazza Campitelli, sede dell’assessorato capitolino. «Non ce ne andremo se non sarà un incontro serio» hanno avvertito gli occupanti. L’obiettivo resta sempre lo stesso: scongiurare il rischio di una privatizzazione del teatro.


