La storia della fontana dipinta senza il permesso dell’artista

Moselle

Un caso molto particolare, partito da un paesino francese, Moselle, è arrivato ad attirare l’attenzione del ministro della cultura d’Oltralpe Aurelie Filippetti. Tutto comincia qualche mese fa, quando viene eletto primo cittadino Fabien Engelmann. Qualcosa stonava, secondo il neo-sindaco, nella cittadina, qualcosa intristiva il paesaggio. Il colpevole è stato trovato in una fontana che tutta grigia incupiva la piazza dove era stata costruita. Engelmann allora ha deciso bene di far dipingere una parte del lavoro in azzurro per dare un po’ di colore alla cittadella. Il fatto è subito arrivato all’artista, Alain Mila, che ha realizzato l’opera, e come prevedibile non l’ha presa molto bene: «Bisogna difendere l’arte, le sue opere e i suoi percorsi artistici», scrive su Facebook. È così che la storia arriva fino al ministro francese che con queste parole esprime la sua solidarietà su Twitter: «Un’opera d’arte non può essere modificata senza l’accordo dell’artista». La proposta del sindaco invece è quanto meno bizzarra: «Siamo stati eletti da qualche mese e abbiamo provato di donare un po’ di spensieratezza nella città. Se l’artista ci tiene tanto gli proponiamo di riprendersela, gli faremo un buon prezzo».