Un museo del Teatro dell’Opera nell’ex Pantanella. Il sindaco: «Coinvolgere i privati»

Roma

Trasformare il fatiscente complesso dell’ex Pantanella, a Roma, alle spalle del palazzo di via dei Cerchi, nell’atelier museo del Teatro dell’Opera, uno spazio dove esporre i costumi storici e le scenografie del teatro e dove trasferire i laboratori artistici. E allo stesso tempo valorizzare i resti del mitreo del III secolo dopo Cristo che si trova nei sotterranei del palazzo di via dei Cerchi. L’idea è stata proposta oggi nella capitale nell’ambito del convegno Mettiamoci all’Opera. Attualmente lo spazio è parzialmente occupato dalla falegnameria del teatro dell’Opera e dai magazzini dei costumi. I sotterranei ospitano, invece, il mitreo con una stele perfettamente conservata che raffigura il dio Mitra. A fianco ci sono poi gli spazi del limitrofo palazzo comunale di via dei Cerchi, da anni indicato come sede del futuro Museo della città.
A completare il quadro resta poi l’ipotesi, appunto, del Museo della città. Il progetto prevede la ristrutturazione e la valorizzazione dello storico immobile di via dei Cerchi, un complesso da 23mila metri quadrati tra il Circo Massimo e piazza Bocca della Verità, al cui interno andranno collezioni di arte antica, ricostruzioni virtuali, mappe interattive, documentazione fotografica, con l’obiettivo di mostrare la cultura materiale e di oltre 2.700 anni di storia, attraverso quella moltitudine di opere oggi disperse e non valorizzate nei vari musei della città. L’idea è stata partorita dal gruppo consiliare di Sinistra e libertà e ha trovato, per il momento l’approvazione del sindaco Ignazio Marino: «Si tratta di uno spazio straordinario che non conoscevo – ha detto il primo cittadino di Roma – è triste vedere uno spazio così, che si affaccia sul Circo Massimo e sul Palatino con un terrazzo meraviglioso, e uno spazio ex industriale utlizzato per ospitare 60mila costumi, in queste condizioni. Bisogna cercare di studiare delle forme di partnership con i privati, come fatto per lo stadio di Domiziano, per valorizzare un nuovo spazio museale e uno spazio di studio per la realizzazione dei costumi e delle scenografie. Con il buonsenso dobbiamo mettere a reddito questi luoghi. Perché la cultura è una forma straordinaria di sviluppo econonico per la nostra città».