Arturo Di Modica racconta del giorno in cui piazzò un toro nel cuore di New York

New York

«Dopo un paio di sopralluoghi avevo scoperto che di notte la ronda della polizia passava davanti alla borsa di Wall street ogni sette-otto minuti». Lo scultore siciliano Antonio Di Modica si racconta alle pagine del Venerdì di Repubblica e ricorda di quando, nel lontano 1989, portò nella piazza di Wall street il suo Charging bull, il toro all’attacco da tre tonnellate e mezza di bronzo. Realizzata per festeggiare la ripresa dei mercati finanziari, la scultura non fece impazzire le autorità newyorchesi che lo rimossero immediatamente. «Affittai un camion, pagai la multa e mi riportai il toro a Crosby street, dove avevo il mio studio – ricorda Di Modica – ma la notte successiva, assieme al gruppo di pazzi che mi aveva aiutato la prima volta, tornai a Wall Street e lo misi nello spiazzo di Bowling green, dove ormai si trova da 25 anni». Una raccolta firme venne in aiuto del toro di bronzo che finalmente ha trovato pace diventando addirittura uno dei simboli più famosi di Wall street. «Soltanto un pazzo rischia la galera per regalare una scultura alla sua città – conclude l’architetto – però è la follia che ti fa sentire vivo e io so che morirò lavorando».