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Crisi in Ucraina, in Russia salta la grande retrospettiva su Banksy

Anche lo street artist più celebre al mondo, Banksy, potrebbe essere finito vittima della crisi in Ucraina. Doveva tenersi in autunno a Mosca la sua prima grande retrospettiva, ma dopo anni di lavoro, per motivi ufficialmente sconosciuti alcuni collezionisti inglesi dell’artista hanno rifiutato di partecipare, costringendo gli organizzatori russi ad annullare l’evento. Come ha fatto sapere il servizio stampa della prestigiosa sala espositiva Manezh, dove doveva svolgersi la mostra Banksy. Retrospettiva (25 settembre -19 ottobre), la parte russa ha fatto il possibile perché il progetto si realizzasse. ”Tuttavia per ragioni non dipendenti dagli organizzatori, alcuni proprietari britannici di opere chiave hanno rifiutato di partecipare, cosa che ha reso impossibile continuare il lavoro”, si legge nel comunicato. Nessuno nomina l’Ucraina, ma già ad aprile la stampa russa aveva messo in dubbio che l’attesa retrospettiva avesse luogo per via delle tensioni tra Occidente e Russia sulla crisi ucraina.
Proprio in quel periodo, l’apertura dell’anno della cultura russo britannica, con la mostra sempre al Manezh di Peter Greenaway sull’Avanguardia russa, era stata boicottata dalle istituzioni di Londra. «Alla luce delle attuali circostante rivedremo tutti i nostri impegni con la Russia evento per evento» aveva spiegato il portavoce dell’ambasciata britannica nella Federazione. La mostra al Manezh voleva essere la prima grande retrospettiva mondiale di Banksy e doveva portare in Russia 130 opere, eseguite in diverse tecniche. ”Visto l’interesse suscitato tra il pubblico”, Manezh auspica che ”in futuro i partner cambino la loro posizione e Mosca possa ancora vedere Bansky”.

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