Morto il grande pittore Mario Fallani

Firenze

È morto stanotte nella sua Firenze il pittore Mario Fallani, uno dei maggiori artisti figurativi del nostro tempo, ritrattista minuzioso di boschi, fiori e paesaggi trasognati. Aveva 80 anni. Era nato a Firenze nel 1934. «Un artista lirico, un fiorentino eminente», lo aveva definito Vittorio Sgarbi invitandolo da protagonista alla Biennale di Venezia del 2011. A Firenze la sua fama era patrimonio di una cerchia di affezionati collezionisti, ammiratori, amici o compagni di studio (all’Istituto d’Arte di Porta Romana) e di scorribande nelle avanguardie tra i decenni Cinquanta e Settanta, Poesia Visiva soprattutto. Fallani era però celebre soprattutto in Germania, Europa del nord e negli Stati Uniti dove aveva vissuto a lungo, insegnando per un decennio all’Art Institute di Chicago e alla Scuola di Arti visive di New York. Memorabile il lungo sodalizio con Federico Fellini. Nomen omen: Fellini & Fallani, oltre a essere uno dei suoi collezionisti più convinti, il  Fellini gli aveva affidato le scenografie del Casanova. L’ultima mostra importante di Fallani risale al 2005, voluta al Museo Marini di Firenze dallo storico dell’arte Carlo Sisi. Poi alcune collettive di prestigio con la curatela del direttore degli Uffizi Antonio Natali e, a palazzo Reale di Milano, nel gotha della pittura contemporanea italiana, sempre su invito di Vittorio Sgarbi. Gli ultimi anni Fallani ha trascorsi in Chianti tra Tavarnelle e San Donato, in un’antica villa con giardino, con l’amorosa complicità della moglie Pat, circondato di cani e di nipoti, coltivando rose e limoni che poi trasferiva poeticamente sulla tela, così come faceva col misterioso intrigo dei grandi pini marittimi e delle belle boscaglie toscane, che osservava in lontananza dalla sua terrazza con occhio da entomologo e nostalgie del tempo magico che fu.

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