I detenuti di un carcere milanese si ispirano a Keith Haring

Milano

Il carcere milanese di Opera trasforma uno dei suoi corridoi attraverso i disegni e le pitture dei suoi detenuti che si ispirano a Keith Haring. L’iniziativa fa parte di un progetto più grande, Il cielo in una stanza, che dal 2010 punta sull’autogestione dei detenuti, anche attraverso l’arte. «Anno dopo anno proseguiamo con l’opera di riqualificazione degli spazi carcerari grazie all’impegno delle persone che li abitano – spiega la cooperativa Zigoele, che promuove il progetto – attualmente oltre a Opera l’iniziativa coinvolge le carceri di Bollate, San Vittore e Piacenza. Questa volta i ragazzi hanno scelto il tema dell’evasione mentale per ridipingere un corridoio lungo quaranta metri. Le loro opere vogliono dimostrare come la poesia, la musica, l’amicizia e l’amore abbiano il potere di trasportarli metaforicamente al di là delle sbarre». Secondo gli operatori i risultati ottenuti dal progetto sono «incredibili, a livello terapeutico e artistico», ma purtroppo come molte cose l’iniziativa deve fare i conti con i problemi finanziari e la mancanza di fondi. L’appello della cooperativa: «Vorremmo che il mondo esterno si rendesse conto di quanta bellezza possono ancora esprimere le persone che sono in carcere».