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Saâdane Afif presenta due monografie alla Biennale

Dopo la grande inaugurazione della settimana scorsa, continuano gli eventi in occasione della Biennale di Berlino. Il festival, che durerà fino agli inizi di agosto, ha un programma ricco di presentazioni, dibattiti, conferenze e musica, la maggior parte dei quali ad accesso libero. Ieri sera, nel confortevole e colorato spazio che ospita l’installazione Crash pad, si è svolta la presentazione di due nuove pubblicazioni, Affiches e Fontaine, monografie che documentano due dei lavori più recenti dell’artista francese Saâdane Afif. Afif, il cui lavoro Là-bas è una delle opere dell’ottava Biennale, ha introdotto e raccontato le storie che l’hanno portato assieme alla casa editrice indipendente Triangle books alla realizzazione del progetto. Entrambi i lavori rispecchiano l’approccio artistico di Afif, che vive e lavora a Berlino, interessato soprattutto al ruolo dell’artista e alla relazione tra opera originale e sue riproduzioni. Mentre Affiche è una raccolta di poster ad edizione limitata che Afif ha realizzato nel corso di dieci anni e che a detta dell’artista sono il mezzo più semplice per entrare in contatto con le persone, Fontaine è un progetto più impegnativo e ancora in corso. Il titolo del libro è un esplicito riferimento alla celebre opera di Marcel Duchamp del 1917, che costituisce di per sé il topos del progetto: da otto anni, infatti, l’artista francese colleziona libri, volumi e riviste di tutto il mondo in cui compare l’opera readymade e mettendo insieme le diverse pagine ha creato il suo libro personale, portando così avanti il suo interesse per la pratica di riproduzione di oggetti originali. La ridondanza con cui quest’icona dell’arte contemporanea appare nelle pubblicazioni più disparate comporta numerosi errori di datazione e di analisi stilistica, come ha raccontato in un intervento la direttrice della Kunsthalle Basel Elena Filipovic, autrice anche del testo introduttivo del libro e a sua volta presente ieri alla conferenza assieme al curatore della Biennale Juan Gaitán.

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