È il sito Open culture a raccogliere, sull’onda della notizia della messa online di parte dell’archivio del Metropolitan di New York, quali spazi museali hanno deciso di condividere con gli utenti della rete parte delle loro collezioni con immagini più o meno in alta definizione per studenti, ricercatori, giornalisti o semplici curiosi. È il Rijksmuseum di Amsterdam nel 2012 a conquistarsi la medaglia per essere stato il primo museo a mettere online delle sue opere con 125mila lavori di maestri olandesi, seguito poi, un anno dopo dalla National Gallery di Washington, il Los Angeles County Museum e il Getty. A questi si aggiunge il coraggioso e avanguardistico pregetto di Google che ricalcando la Google street view ha lanciato nel 2011 l’Art projet che apriva a spazi museali la possibilità di condividere con il mondo parte delle loro collezioni in una altissima definizione e in 3d, da allora al progetto hanno aderito il Moma di New York, la National Gallery e la Tate Britain di Londres, il castello de Versailles, il museo d’Orsay e quello del Quai Branly.






