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Arriva l’Art Bonus, sgravi fiscali per chi investe in arte

Il governo punta a trovare le risorse per il patrimonio culturale, invogliando eventuali mecenati con importanti sgravi fiscali. Ma anche a rimettere velocemente in sesto i gioielli più sott’occhio, da Pompei alla Reggia di Caserta. Annunciato qualche settimana fa dal ministro di beni culturali e turismo Franceschini, arriva ora con una bozza di decreto legge previsto per oggi in Consiglio dei ministri, il cosiddetto Art Bonus, un meccanismo di detrazioni fiscali per chi investe nell’arte.
Ma l’intervento è ben più complesso, con tutta una serie di misure per affrontare le emergenze della cultura, da Pompei alla Reggia di Caserta, alle Fondazioni Liriche e cinema e anche la cronica povertà del ministero che la gestisce. Portato ieri in preconsiglio, la bozza del testo contiene anche disposizioni urgenti in materia di turismo. Per quanto riguarda la cultura uno dei punti di forza è l’Art bonus, che dovrebbe garantire al governo l’arrivo di nuove risorse per i tanti tesori del patrimonio da tutelare con tre anni di sgravi per i mecenati al 65% per il 2015 e poi al 50% per il 2016 e 2017. Non solo: il provvedimento prevede che diventi strutturale il 3% della spesa per le infrastrutture a progetti culturali (con una percentuale entro i 3 milioni destinata a progetti per le periferie urbane, tema caro al premier Renzi che ha investito del problema il senatore Renzo Piano).

Al Mibact viene destinata poi una percentuale delle risorse confiscate alla mafia (nella bozza è il 10%) e degli importi ricavati dalla vendita di immobili confiscati (20%). A Pompei il dg Nistri potrà contare su deroghe al codice dei contratti pubblici, in primis sul fatto che la soglia per la procedura negoziata in materia di appalti passa da 1 a 3,5 milioni di euro. Questo servirà a rendere più veloci le gare per gli appalti dei lavori finanziati con i 105 milioni della Ue, e rispettare il termine imposto a dicembre 2015. Alla Reggia di Caserta arriverà un direttore di progetto per seguire il piano di restauro. Altre norme riguardano poi il decoro dei monumenti con strette per bancarelle e ambulanti. E ancora, novità e più fondi per la lirica, con 50 milioni di più per il fondo di rotazione al quale possono accedere le fondazioni in crisi. Interventi, infine, anche per cinema con il credito di imposta per le opere girate in Italia che sale da 5 a 10 milioni di euro e il tax credit per i film e l’audiovisivo che dovrebbe aumentare a 125 milioni dal 2015.

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