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Passeggiata con Fanor Hernandez

Continua con successo l’esposizione dei bronzi dello sculture colombiano Fanor Hernandez, nel sito archeologico di Capo di Bove e nella chiesa di San Nicola a Cecilia Metella, sull’Appia Antica, a Roma, grazie all’impegno del direttore Rita Paris e del suo staff ma anche grazie alla Sovrintendenza dei beni culturali e alle ambasciate italiana e colombiana. Visto il grande successo di pubblico, Fanor ha voluto organizzare delle visite didattiche in cui, con il contributo dell’architetto Carlo Celia e l’archeologo Bartolomeo Mazzotta, è stato spiegato a centinaia di studenti dei licei della provincia di Roma, che si sono recati in queste due location, ciò che lega l’arte moderna a quella antica e il processo artistico della fusione a cera persa. I suoi bronzi raffigurano corpi umani in diverse pose, che trasmettono ognuna tanti significati, come l’opera Tenerezza che mostra i corpi maschili e femminili uniti tra loro, che si fondono, divenendo una cosa sola, ma pur sempre lasciando ben nette le due teste per far capire l’importanza dell’armonia che ci deve essere nella coppia. Un’altra opera imperdibile è La Pietà, che si trova all’interno della chiesa sconsacrata di San Nicola, che Papa Wojtyla vide e dalla quale fu rapito confidando che gli trasmetteva forti emozioni, tanto da benedirla. Opera che lo scultore vuole donare alla città di Roma, in occasione della beatificazione e canonizzazione del Santo Padre il 27 aprile 2014.

 

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