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La nuova riforma dello spettacolo dal vivo

A partire dal 2015 si ridefinirà la struttura dello spettacolo dal vivo, danza, musica, circo e teatro secondo modelli più uniformi a quelli europei. A stabilirlo è il decreto del Mibact, il ministero della cultura. Tra i provvedimenti: finanziamenti triennali, la nascita di teatri nazionali, contributi ai giovani artisti ma anche novità per il pubblico. Quello dei teatri nazionali è il tema più discusso. Come riporta Repubblica, il direttore generale Salvo Nastasi afferma che ci saranno, al posto dei 17 teatri pubblici di oggi, non più di sei, sette nazionali. I finanziamenti ai giovani artisti saranno triennali e la qualità delle produzioni sarà valutata dalla commissione ministeriale.

Commenti

  • Giada Urbani

    Se ci saranno meno teatri ci arà una restrizione del campo d’azione, una sempre minore differenziazione dei gusti.. Non so se convenga. Inoltre tre mesi di finanziamenti sono un po’ poco.. certo meglio di niente però poi bisogna anche vedere come verranno assegnati tali finanziamenti. Il fatto che ci sia una giuria non rincuora.. sarebbe bene dare i fondi in base a dei requisiti… Se c’è sempre qualcuno (persone già affermate) che decide per gli altri il gusto esttico italiano non evolverà mai!