«È un dissidente», Putin caccia Grigori Revzin dalla Biennale

Venezia

Il noto storico e critico di architettura Grigori Revzin è stato silurato dal ministro della cultura russo Vladimir Medinski come curatore del padiglione nazionale alla Biennale dell’Architettura di Venezia di quest’anno. Lo ha annunciato su Facebook lo stesso Revzin, sostenendo di essere stato cacciato per aver criticato la politica russa in Ucraina in un articolo, il 2 marzo sul sito Lenta.ru. ”Mandare l’esercito in Ucraina è un rischio, un gioco d’azzardo: l’avventuroso Saakashvili (l’ex presidente georgiano, ndr) potrebbe agire in questo modo, ma Putin..che cosa gli è successo?”, aveva scritto. Il ministro della cultura lo ha già sostituito con Semion Mikhailovski, direttore dell’Accademia d’arte statale di San Pietroburgo, che ha esperienza nell’organizzazione di mostre ma che non ha mai lavorato in progetti della stessa grandezza di quelli della Biennale. «Semion Mikhailovski rimpiazzerà Grigori Revzin, la cui attività giornalistica e creativa molto attiva gli ha impedito recentemente di partecipare completamente al progetto, i cui preparativi stanno procedendo a piena velocità», ha spiegato con un velo di ironia Ielena Milovzorova, vice ministro della cultura. Revzin era stato nominato per la prima volta curatore del padiglione russo della Biennale nel 2010 e nel 2012 aveva ricevuto il premio Venezia per il suo progetto Skolkovo, la Silicon Valley russa.

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