Le bare fashion di Mauro Cuppone

Roma

A pensarci su, la moda non ha molto a che vedere con il profondo e macabro tema della morte. Eppure, Mauro Cuppone ci mostra che una connessione c’è. Attraverso un linguaggio che mescola design, grafica, fotografia e semiotica, l’artista non è nuovo all’analisi di questa unione antitetica e il titolo del suo ultimo progetto, Ahab’s Syndrome, comincia a dare un senso a questo strano binomio. Ahab è il famoso capitano di Herman Melville che insegue strenuamente Moby Dick, il simbolo per eccellenza di chi lotta ostinatamente per un obiettivo che gli permetterà di vivere gli agognati quindici minuti di celebrità. In quest’ottica, le bare griffate di Cuppone, quindi, sfoggiano gli elementi iconici di maison prestigiose come Valentino, Armani, Chanel, Moschino, Prada. Velate di un’estetica pop, conciliano la morte, elemento di certezza assoluta, irrevocabile, definitiva, con la moda: multiforme, effimera, transitoria, insomma, tutto tranne che necessaria o inevitabile.

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