Per la rete gira un artista ungherese: Bence Hajdu. I suoi lavori, almeno quelli più noti, ritraggono opere famosissime della storia dell’arte dove i vari personaggi sono stati cancellati. Il cenacolo di Leonardo Da Vinci, per esempio, diventa nella mani dell’artista digitale un triste scenario vuoto, così come Il giuramento degli Orazi di David e L’annunciazione del Beato Angelico, giusto per citarne alcuni. Eppure a ben guardare il procedimento artistico messo in atto da Hajdu è identico a quello di un altro artista contemporaneo ben più noto, stiamo parlando dello spagnolo José Manuel Ballester, reduce di recente da una mostra al Guggenheim di Bilbao. Anche qui quello che rimane di un’opera è l’architettura e lo sfondo la fa da protagonista, anche solo per il fatto di essere l’unico superstite. La zattera della Medusa di Géricault non rappresenta più la disperazione dei naufraghi ma solo qualche tavola di legno con una vela in mezzo al mare messa lì chissà perché. Ora la domanda sorge spontanea: chi ha copiato chi? Se come diceva Man Ray lo scopo dell’artista è quello di essere sempre aggiornato sul mondo dell’arte, anche solo per il fatto di non fare quello che fanno gli altri, qui qualcuno dei due non si è ben informato.






