Personaggi

In ricordo di Mario Lodi

Sbagliando si inventa: la massima di Gianni Rodari è uno dei principi guida del maestro Mario Lodi. Il grande pedagogista, scrittore, curatore di mostre, fondatore di biblioteche e appassionato insegnante si è spento il 2 marzo a 92 anni, dopo aver contribuito tutta la vita a un’idea diversa di scuola e di società. Maestro di ruolo dal 1948, ha insegnato per 22 anni nella scuola elementare di Vho di Piadena, suo paese natale. La vocazione per l’educazione emerge subito, nel dopoguerra, con la certezza che la ricostruzione dell’Italia, avvilita da orrori bellici e dittatura, parte dai germogli della società, i più piccoli. Lodi si rende conto che teoria e impostazione didattica apprese al liceo magistrale sono carenti e inizia a spendere energie a profusione per promuovere un cambiamento, pratico e concettuale, nell’universo dell’istruzione. Una rivoluzione che forse ancora oggi si deve compiere. Animando dibattiti, seminari e laboratori, diventa attivista del Movimento di cooperazione educativa, ispirato dalle tecniche pedagogiche innovative del francese Freinet. Lodi crede in una scuola dell’accoglienza, anticipando il problema sensibile dell’integrazione degli stranieri nelle classi. I bambini, approdati in prima elementare, devono ricevere il benvenuto dai più grandi di quinta con una festa, che li faccia subito sentire a casa. Maria Montessori fu uno dei suoi fari, asserendo che la scuola deve diventare prolungamento della famiglia e che i bimbi devono fare le cose che sono capaci di fare e che gli piacciono.

«L’aula deve diventare laboratorio, cioè luogo dove si lavora – diceva il maestro – la scuola è il nostro mondo e ci si deve conoscere in cerchio, guardandosi negli occhi». La forma circolare che Lodi suggerisce per radunare i bambini nell’aula è il corollario della convinzione che a scuola si passa dall’egoismo dell’io, tra le braccia dei genitori, all’altruismo del noi. Un gruppo affiatato di allievi è una comunità con regole condivise, ossia una società ideale e autonoma, dove si coltiva e costruisce il senso della patria. A scuola non si devono trasmettere nozioni, perché è lo spazio attivo in cui ognuno può scoprire e mettere in atto il suo potenziale creativo. In nome di questo Lodi organizza numerose mostre con opere d’arte di allievi, dai quadri alle poesie , alle sculture. Lodi è stato inventore di favole di successo, come Cipì, Favole di pace, L’orologio azzurro, La mongolfiera, Bandiera, Il cielo che si muove e tante altre. Recentemente Il sole 24 ore ne ha pubblicato una raccolta in 20 volumi, intitolata La biblioteca della fantasia. L’ interesse per questo istruttivo genere letterario si è spinto ben oltre: nel 1980, con approfonditi studi in tutta Italia, raccoglie e classifica 5.000 fiabe inventate dai bambini stessi, una vera miniera della creatività infantile, a riprova che, nonostante l’avvento della televisione, l’immaginazione dei piccoli è ancora terra fertile e vergine. Collabora con grandi illustratori per realizzare i suoi libri, come quando con Il pensiero di brio vanta i disegni di Emanuele Luzzati o nel libro Il castagno inserisce quelli di Alfredo Gioventù. Mario Lodi, osservatore della rivoluzione digitale, ha studiato i linguaggi multimediali e accompagnato i piccoli nello scoprirli e usarli. Ha creato in classe gruppi di piccoli cronisti, istituendo il giornale di classe, primo esperimento di stampa a opera dei piccoli, attraverso cui farli diventare osservatori critici e attivi della realtà circostante, in un lavoro collegiale. Lodi ha professato il diritto a far sentire la propria voce di ogni bambino “per Costituzione”, insistendo sul concetto che anche a quell’ età si ha diritto inalienabile di espressione. Nel 1989 vince il Premio internazionale Lego e coi proventi fonda, in una cascina a Drizzona, la Casa delle arti e del gioco e la prima Pinacoteca dell’età evolutiva. Grazie a tutte queste esperienze dirette col mondo dell’infanzia l’insegnamento più profondo che il maestro Lodi lascia è che i veri maestri, in fondo, sono proprio i nostri bambini.

 

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